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Un piccolo fiocco rosso

Un piccolo fiocco rosso: ogni volta che lo vedo nella mia mente affiora un ricordo specifico. 

Come una canzone o un oggetto che ogni volta che appare ti ricorda qualcosa di particolare, un attimo della tua vita, un film, una vacanza, un amico, un amore passato o presente, il piccolo fiocco rosso è per me associato ad un ricordo indelebile che ogni tanto si ripropone per portarmi indietro nel tempo. 

Il fiocco rosso mi ricorda mio padre (scomparso prematuramente), lo metteva nel collo delle bottiglie d’aceto che avrebbe poi donato agli amici ed ai parenti. 

Un piccolo fiocco rosso, credo fosse fatto con delle striscione di stoffa o con il nastro quello che comunemente utilizziamo per i pacchi regalo. Nulla di ricercato un semplice fiocco che serviva solo per identificare le bottiglie da regalare. 

Ero piccolo 8/12 anni e onestamente non so se in quelle boccette metteva l’aceto migliore per farlo orgogliosamente assaggiare o quello che lo soddisfava meno , ma di fatto il piccolo fiocco rosso mi ricorda mio padre e quello che faceva nella nostra Acetaia.

I suoi gesti sono ancora impressi nella mia mente. Ricordo quando faceva i travasi, quando riempiva le bottigliette, quando puliva accuratamente il pavimento della soffitta, o toglieva le rare ragnatele, quando con cura poneva la pezzuola di cotone sul foro delle botti. Ricordo che mi voleva al suo fianco, non perdeva occasione di chiamarmi ogni volta che andava in soffitta.

A qui tempi abitavamo in centro a Modena e le due batterie di botti ,11/12 in tutto, erano nel sottotetto della casa. Penso arrivassero dalla famiglia della mamma di mio padre. Sicuramente all’inizio erano in numero nettamente inferiore. Ricordo che in alcune di occasioni mio padre era arrivato a casa con botti “nuove”.
Ricordo come l’odore dell’aceto in fermentazione riempiva ogni locale della casa, la sua fragranza era percepibile in ogni stanza, ma nelle scale dava il massimo risultato più salivi più diventava intenso, un profumo unico ed indimenticabile, la sua acidità si infilava nelle mie narici e mi inebriava. 

Poi ci siamo trasferiti fuori città, abbiamo comperato la “casa nuova” e credo proprio che per un discorso economico abbiamo venduto le botti dell’aceto. 

Dopo qualche anno dalla morte di mio padre il Balsamico Tradizionale è ricomparso nella nostra casa. Il nuovo compagno di vita di mia madre, che coltivava la stessa passione, ha portato la sua batteria nel nostro sottotetto.
La presenza delle botti ed i suoi profumi hanno in qualche modo riportato una parte di padre a casa ed il rivedere l’Acetaia e il ripetere dei gesti, mi ha fatto capire come il volermi al suo fianco era il tentativo di trasmettermi la sua passione per questo prodotto. 

Credo che se oggi sono qui a parlare di Balsamico e a condividere i mie ricordi, mio padre ci sia riuscito. Coinvolgo mia figlia in tutto quello che faccio nel campo del Balsamico con la speranza di ottenere lo stesso risultato: tramandare qualcosa di unico ed irripetibile.  

Il piccolo fiocco rosso io non lo utilizzo. Quello era il touch di mio padre 😊

Andrea

Un caro saluto da Modena

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