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Frode Aceto Balsamico di Modena IGP

Una presunta frode nel mondo dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. Sono quelle notizie che non vorresti mai sentire e che a noi, amanti di questo straordinario prodotto, fanno male al cuore.

Diverse persone e società indagate e coinvolte Acecrem, Vandelli, Carandini, Leonardi e Lanzoni, sono i protagonisti di questa triste vicenda al vaglio degli inquirenti.
Sono accusate a vario titolo di diversi reati: falsificazione dei registri, contraffazione delle indicazioni geografiche tipiche e contraffazione delle denominazioni alimentari.

Il fatto:

Secondo le indagini, eseguite dall’Ispettorato Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari in collaborazione con la Guardia di Finanza di Ravenna e coordinata dal pubblico ministero Claudia Natalini, le persone interessate avrebbero aggirato le regole imposte dal Disciplinare di Produzione ABM IGP, utilizzando in modo fraudolento un prodotto venduto come IGP e non come Condimento.

L’accusa, che verrà accertata in aula di giudizio, è aver utilizzato mosto concentrato spacciandolo per mosto cotto e aceto di vino.
Un prodotto di dubbia qualità non conforme a quanto previsto dal Disciplinare, miscelato in Romagna e messo in vendita da aziende Modenesi come Aceto Balsamico di Modena IGP. 

Il Disciplinare di Produzione dell ABM IGP permette l’utilizzo di materie prime provenienti da vitigni riconosciuti anche fuori dal territorio modenese, ma la miscelazione e l’invecchiamento devono essere eseguiti solo ed esclusivamente all’interno della provincia di Modenese.

Coinvolte ed indagate in questo grigio episodio varie aziende.

A giudizio andranno i produttori del mosto cotto Daniele Lanzoni, Giovanni Lanzoni e Angela Razzi,  soci della ditta Lanzoni Daniele & C. con sede operativa a Lugo di Romagna (RA) ed i responsabili delle aziende modenesi produttori dell’Aceto Balsamico di Modena IGP con cui conducevano i rapporti commerciali. 

Francesco Leonardi e Clelia Mussini, amministratori della società Vandelli di Formigine (MO)

Azienda Agricola Leonardi di Magreta (MO) con a capo Giovanni Leonardi, il responsabile degli acquisti Graziano Borghi. 

Acetificio Emilio Carandini di Castelnuovo Rangone (MO) guidato da Luca e Giovanni Carandini.

Acecrem di Spilamberto (MO) alias Acetificio Giuseppe Cremonini. Alberto Ferrari presidente del CDA, Simone Cavani tecnico di laboratorio e Luigi Roncaglia procuratore speciale designato a respingere materie prime non conformi. 

Coinvolto anche l’autotrasportatore Giuliano Ghirotti, che asserendo di aver consegnato Aceto di vino e Mosto cotto in cisterne diverse, è accusato di aver cercato di eludere le investigazioni. Si evince infatti dalle immagini delle telecamere di video sorveglianza di un grosso produttore modenese che si trattava di un’unica consegna di prodotto già miscelato. 

Frode Aceto Balsamico di Modena IGP.
Ci auguriamo che questa spiacevole vicenda venga al più presto chiarita, scagionando eventuali persone non responsabili, senza confermare eventi che penalizzerebbero l’immagine della nostra eccellenza alimentare.

Un caro saluto da Modena 

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